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martedì 6 luglio 2021

5 buoni motivi per scegliere uno studentato

Quando si decide di vivere da soli o di studiare lontani dalla propria famiglia come ho fatto io, si pone prima di tutto il problema di capire quale sia la scelta più adatta alle nostre esigenze. Dal momento che vivere una vita il più possibile indipendente, comporta affrontare una serie di sfide giornaliere, si va alla ricerca di qualcosa che ci soddisfi, ci dia serenità, ma che sia al tempo stesso alla nostra portata. In questo percorso, molto spesso gli studenti disabili non prendono in considerazione la possibilità di alloggiare in uno studentato, forse perché troppo spaventati dall'idea di condividere certi spazi con persone che non si conoscono e che soprattutto non hanno dimestichezza con tutto ciò che riguarda il mondo della disabilità. 

La mia esperienza vissuta sul campo, mi ha insegnato che questa può essere un'ottima soluzione e nella maggior parte dei casi può rivelarsi la migliore. Se siete indecisi sul fatto di andare o meno a vivere in uno studentato, in questo articolo troverete 5 buoni motivi per farlo immediatamente:

  1. Socializzare. La prima cosa che dovrebbe spronarvi a scegliere di vivere in un residence è senza dubbio, quella di poter conoscere tantissime persone e così stringere nuove amicizie. Alle volte la lontananza da casa può essere più dolorosa del previsto e questo è il luogo perfetto dove sentirsi meno soli; si entra a far parte di un gruppo e si condividono momenti piacevoli insieme. Nello studentato, infatti, troverete tanti ragazzi come voi con cui organizzare delle serate, fare due chiacchiere o semplicemente una passeggiata. La loro presenza è anche un valido supporto nel momento del bisogno, per problemi e difficoltà rivolgersi a loro può essere di grande aiuto, come ad esempio se non sapete ancora bene come orientarvi per la città o volete essere accompagnati in lavanderia. 
  2. Perfezionare le lingue. Molto spesso gli studentati sono frequentati da ragazzi stranieri dai quali potete imparare tantissime cose: lingua, cultura, abitudini sono soltanto una parte di tutto ciò che potrete conoscere facendo questo passo. Non serve che ve lo dica io, ma attingere a questo tipo di esperienze, in particolare l'apprendimento delle lingue, puo tornarvi senz'altro molto utile per il vostro futuro sia lavorativo sia nel tempo libero.
  3. Studiare in tranquillità. Quasi tutti i residence oltre ad essere costituiti da numerose stanze, sono dotati di biblioteche o spazi comuni predisposti per lo studio. In questo modo i compagni di stanza - non proprio silenziosi - non saranno più un problema! anzi queste salette vi permetteranno di ritagliarvi del tempo per studiare e preparare i vostri esami in tutta tranquillità, magari condividendo un caffè con qualche compagno. All'interno delle aule studio solitamente è obbligatorio non fare confusione e si crea quindi il clima ideale per poter applicarsi nella preparazione di un esame. 
  4. Cucinare. Così come per lo studio, in una residenza universitaria esiste uno spazio comune dedicato al ristoro. Cucinare e mangiare insieme sono momenti all'ordine del giorno. Inoltre è l'occasione per cimentarsi nel migliorare le proprie doti di cuochi provetti, fosse solo per una semplice insalata o sfornare una profumata lasagna. Per chi invece proprio non ama dilettarsi in cucina, basta recarsi ai piani inferiori dove un servizio mensa certamente sazierà il vostro appetito!
  5. Autonomia. Vivere fuori dal contesto familiare è sicuramente uno stimolo per potersi sperimentare  in attività che si credevano irrealizzabili. Fosse solo per le attività domestiche come rifare il letto, riordinare la stanza, tenere in ordine la scrivania, organizzare la spesa ed impare ad utilizzare la lavatrice. Attività che prima erano totalmente sconosciute e che realizzarle ci permette di accrescere la nostra autostima.

Imparare ad essere indipendenti significa fare i conti con i propri limiti e sforzi, e saper accettare che in alcune circostanze si ha la necessità di dover usufruire dell'aiuto altrui. In questo senso la scelta di vivere in un alloggio studentesco, può infonderci coraggio perchè è un contesto indipendente ma al contempo facilitato dalla condivisione di spazi: come una scuola, per poi poter predere il volo e magari pensare di andare a vivere da soli.

domenica 27 giugno 2021

Profumo di Libertà

Se penso alla vita come ad una costellazione di centinaia di stelle, la maggioranza di queste sarà luminosa quanto basta per resistere alle turbolenze del cielo. Noi siamo esattamente così, o almeno la maggior parte delle persone. Molte volte neppure ce ne accorgiamo, ma ogni giorno siamo costantemente atterrati da sentimenti nocivi che offuscano la nostra visione sul mondo. Vivere destreggiandosi tra preoccupazioni, insoddisfazione, sofferenza e insicurezze è ormai diventata una normale consuetudine, un'amara verità di cui è difficile disfarsi. Una vita vissuta così, all'insegna del tempo che passa e che lascia dietro di sé buio, è qualcosa di inaccettabile alla quale tutti vorremmo porre rimedio, perché la felicità non sia solo un raro sorriso e qualche emozione passeggera.

Se anche tu ti riconosci in ciò che ho detto, vuol dire che sono, anzi siamo, meno soli: il profumo della libertà esiste e il primo passo che ci porterà a raggiungerla è quello di dare una svolta positiva alla tua esistenza. Per riuscirci come ci sto riuscendo io, ecco qualcosa su cui è importante riflettere:

  •  La Negatività. Ti lamenti 3000 volte al giorno? Non sei mai contento di quello che ti accade? Sei meteoropatico? Ridi poco perché pensi che è una cosa da sciocchi? Per te un sorriso è una gigantesca buca in cui "se proprio proprio devo finirci è meglio che ci casco ogni morte di Papa"? In questo modo la strada verso la libertà è sbarrata. I problemi purtroppo ci saranno sempre, fanno parte della vita e quel che possiamo fare è esserne consapevoli. Lamentarsi non porta nulla di buono, perciò ... meglio cambiare rotta, prima di schiantarsi 😁
  • La Solitudine. Per tutti la vita è una partita che va giocata giorno per giorno, ma se credi che per farlo basti solo tu, ti sbagli di grosso. Conosci il detto "l'unione fa la forza"? Scriviamolo da tutte le parti e non dimentichiamoci  mai che chi ci circonda può aiutarci a diventare una persona migliore. Non isoliamoci, per quanto sia possibile cercare di stare in compagnia con persone che ci fanno stare bene. L'ottimismo porta benefici che non puoi immaginare. Fidati di te!
  • La Perfezione Se pensiamo di essere felici soltanto quando avremo trovato la cosiddetta anima gemella, trovato il lavoro che ci piace o la casa dei nostri sogni .... beh, siamo sulla strada sbagliata. Possiamo essere felici in qualsiasi momento, ora. L'obiettivo più grande per ognuno di noi è capire che tu e soltanto tu hai in mano le chiavi del tuo futuro; il mazzo è pieno e a noi spetta scegliere quale porta aprire. Ricorda che nessuno è perfetto: ci saranno sbagli da correggere, ma sii sempre cosciente del tuo potere. Le cose possono cambiare soltanto se siamo noi i primi a volerlo.

La libertà non è solo fare ciò che si vuole, ma è anche svincolarsi dalle catene che ci tengono stretti a qualcosa che faremmo bene a lasciar andare. Non è facile essere positivi, soprattutto per chi vive una situazione di disabilità o di costrizione, l'importante credo sia mantenersi in movimento, qualsiasi sia la meta. Non ho la presunzione di insegnare a qualcuno qualcosa, ma condividere forse permette ad altri di far  tesoro di queste riflessioni. E se anche per un breve istante riuscirà a dare speranza o maggiore serenità a chi vive una simile situazione, sarà per me una gioia. 

Grazie.



domenica 20 giugno 2021

Studiare si può

 

Studiare è  impegno, costanza, dedizione. La parola studiare presuppone anche essere sotto esame e quindi osservarsi come un’aquila, dall’alto, per raggiungere sì voti e obbiettivi, ma soprattutto individuare la giusta strada. Sono Viola e oggi ho l’onore di scrivere per e di Francesca che il 2 giugno è stata insignita del premio Angelo Ferro quale “Protagonista nello studio” per aver saputo coniugare l’uso della tecnologia nello studio senza fermarsi davanti a difficoltà e pregiudizi. 

Ricevere un premio è sicuramente gratificante: vedere riconosciuti gli sforzi, le paure, i dubbi affrontati di giorno in giorno. Perché la quotidianità per una giovane donna sordocieca, anche se celata da ampi sorrisi, a volte è buia e faticosa; ma una delle qualità di Francesca è sicuramente la resilienza, questa capacità di riorganizzare in maniera propositiva la sua vita, per elaborare periodi di sconforto o eventi traumatici.

Per chi come me ha potuto vivere - anche se marginalmente - la studentessa Francesca, avrà certamente colto l’ingegnosità di trovare un metodo di studio che potesse essere funzionale ed efficace per raggiungere dei risultati, usare la tecnologia di una barra braille o della sintesi vocale, per chi come lei ha residui uditivi, è stata l’occasione per una persona disabile, di poter affrontare in autonomia il percorso di studi fino alla laurea, confrontandosi con altri studenti e direttamente con i professori. Cose scontate? Forse. Ma saper chiedere aiuto è un grande insegnamento per tutti e vivere da sola in una residenza universitaria, comporta anche questa grande capacità di saper riconoscere di avere bisogno dell’altro. E non solo perché non si vede o non si sente, ma perché l’essere umano è un animale sociale e nell’animo vuole condividere.

Francesca è una persona che va un po’ contenuta … sforna un’idea al giorno che vorrebbe realizzare in contemporanea! Eppure questa è la sua forza. Ed è la forza anche per chi la frequenta, amici e famiglia. Di certo, io, la voglio ringraziare perché è un potente specchio di come gli ostacoli più evidenti possono essere aggirati e che la paura del pregiudizio è solo nella nostra mente e come tutte le paure siamo noi a scegliere di dargli potere. Grazie e che questo premio possa essere uno stimolo per altri giovani - e non - come Francesca che pensano non sia possibile sognare.

domenica 13 giugno 2021

Metodo Marie Kondo per non vedenti

Sono ormai passati quasi 4 anni da quando presi coraggio e andai a vivere da sola. All'inizio non fu facile... un sacco di cose nuove da imparare, tanti pensieri per la testa, ma la domanda che più di tutte mi posi un'infinità di volte fu: come faccio a piegare perfettamente i vestiti? 

Ogni giorno aprivo il mio armadio rimpiangendo di non avere vicino la mamma, sempre pronta a mettere tutto in ordine al posto mio. Quando mi trovavo a sistemare i cassetti era un vero inferno per me... non ci capivo più niente! Mettevo, toglievo e rimettevo i vestiti piegati, ma, nonostante i miei sforzi, il risultato lasciava proprio a desiderare. Rinunciare? Ma quando mai! Fortuna che in quel periodo stavo frequentando un percorso di orientamento e mobilità e il mio insegnante, persona splendida che ringrazierò a vita, mi svelò un metodo fantastico che risolse tutti i miei problemi alla grande!

Se stai ancora cercando di capire come piegare i tuoi vestiti alla perfezione, eccoti una miniguida che ti spiega passo a passo come faccio io:

  1. Sbatti la maglietta che vuoi ripiegare in modo da eliminare il grosso delle stropicciature;
  2. Stendila sul letto per togliere le pieghe rimanenti;
  3. Posiziona una rivista al centro del tronco della maglietta partendo dal collo;
  4. Piega una manica sulla rivista così da sovrapporre più facilmente il lato corrispondente del tronco;
  5. Fai la stessa cosa dall'altra parte;
  6. Metti entrambe le maniche sulla fessura che si crea quando pieghi i lati del tronco;
  7. Ultimo passo: fai combaciare il fondo della maglietta con la parte superiore.
E voilà... maglietta pronta per essere sistemata! 

Se leggere le spiegazioni non vi aiuta con il video tutorial che potete trovare in questa pagina forse avrete le idee più chiare su come piegare vestiti ed altre cose. Provate e fatemi sapere se anche per voi questo metodo è fenomenale!


martedì 8 giugno 2021

#chiacchieresudime - In Principio Francesca

Sì, è proprio così... vorrei raccontarvi la mia storia dal principio, perché la cosa che più desidero in questo momento è farmi conoscere meglio. Spero che non vi dispiaccia, ma oggi sono in vena di ricordi; quasi 28 anni da scrivere, descrivere e narrare con gli occhi di una ragazza, ormai diventata una donna, che ama la vita sopra ad ogni cosa. 

Chi mi conosce sa che chiacchiero molto, sono estroversa e mi piace stare a contatto con le persone. Ho un sacco di amicizie sparse qua e là per l'Italia, una famiglia numerosa che mi ama e mi supporta e una voglia infinita di incontrare altri mille sorrisi. Io però non sono solo questo o meglio questa è la parte di me che più o meno conoscono tutti. 

So che vi sembrerà strano, ma esiste anche una Francesca introversa che convive con una solitudine serena di cui non riesce proprio a fare a meno. Sono così da quando ne ho memoria. Fin da piccola ho sempre preferito leggere un buon libro e guardare la televisione piuttosto che uscire in giardino a giocare con i vicini. Questo mio modo di essere non è mai cambiato negli anni, ma ciò non è stato comunque un ostacolo nella creazione di relazioni importanti.
Non saprei dire quante siano le mie passioni. Contarle sulle dita di una mano sarebbe davvero impossibile, perché ne ho tantissime. Sono una persona creativa e costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo da imparare. Traggo sempre il meglio da ogni esperienza, non mi do mai per scontata e per me le sfide sono bombe di positività che mi aiutano a crescere e migliorare. Adoro scrivere, leggere, studiare, passeggiare, cucinare, cucire e suonare. In tutto quel che faccio, cerco sempre di mettere energia, impegno e costanza. A volte ci riesco, altre no; sono umana e capita anche a me, come a tutti, di sbagliare. 

Le informazioni sono il mio pane quotidiano: divoro libri, guardo tantissimi video su YouTube e navigo spesso in internet. Mi piace conoscere e imparare di tutto: tecnologia, musica, cucina, moda, storia, viaggi e crescita personale. Non sono mai stanca di conoscere, mi faccio 3000 domande al minuto e ciò che mi spinge oltre i miei limiti è la costante voglia di apprendere.
Nella mia storia c'è un po' di tutto... lo capirete leggendo. Non vi anticipo nulla! Io sono pronta ad aprire il mio cuore e voi siete pronti a partire per il viaggio della mia vita? Se è così, bene! 

La prossima volta vi racconterò dove sono nata... siete curiosi?


domenica 6 giugno 2021

Oltre ogni ostacolo

"Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell’uso che ne facciamo, nell’immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi." Questo è il messaggio, vero e profondo, che ci ha lasciato in eredità Helen, la donna che ha cambiato per sempre il mio modo di vedere la disabilità. A tutti coloro che non sanno di chi sto parlando consiglierei di proseguire nella lettura di questo articolo, perché vi darà la possibilità di riflettere come è stato per me quando la conobbi per la prima volta.

Mi sarebbe piaciuto tantissimo poterla incontrare, condividere con lei le mie esperienze, chiederle consiglio, un incoraggiamento. Purtroppo è stata figlia di un'epoca ormai lontana, ma nonostante questo ha saputo lasciare il segno nel mondo, un segno indelebile che resta anche oggi nel 2021.

Helen Adams Keller è la protagonista di una storia straordinaria che è un esempio per tutti quelli che vivono una disabilità, qualsiasi essa sia. Nata in Alabama il 27 giugno 1880, per una malattia contratta da piccolissima divenne sordocieca. Da una volontà fuori dal comune e grazie all'aiuto di un'insegnante, riuscì a portare luce nella sua vita. Fu la prima persona non vedente a laurearsi negli States, un'affermata scrittrice, attivista politica ma soprattutto, pioniera dei diritti delle donne in un tempo dove le pari opportunità non erano ancora riconosciute. Girò ovunque e conobbe tantissima gente e personalità di spicco in ogni angolo del mondo; lo fece con un solo e importante obiettivo: dare voce alle persone sordocieche.

Questa grande donna, con coraggio e determinazione, ha rivoluzionato la società del XIX secolo, l'epoca in cui è vissuta. Con il suo gesto ha dato una speranza a tutti noi e per questo le dobbiamo essere soltanto grati. La sua storia mi ha toccato profondamente il cuore e sono sicura che anche per voi sia lo stesso. Da lei ho imparato tantissimo, una cosa in particolare: la disabilità non deve diventare un punto di svantaggio, bensì un punto di forza. Ho elaborato questa convinzione dopo aver letto la sua biografia e dopo aver visto il film "Anna dei miracoli", una pellicola meravigliosa. Se desiderate approfondire la sua storia, questi ultimi sono un buon punto di partenza.





domenica 30 maggio 2021

I 4 step per una spesa intelligente


Prendi un carrello, qualche idea e si parte! Anche se ci provi ... è del tutto inutile rimandare il fatidico momento della spesa. Come al cuor non si comanda, neppure alla fame! anzi, se brontola la pancia è molto, molto peggio. La tua testa è pervasa da un campanello che suona così forte, ti disturba, ti assilla, il frigorifero è vuoto e tu non hai altra scelta che correre veloce al supermercato più vicino a comprare qualcosa da mangiare. Questo è ciò che accade alla stragrande maggioranza degli esseri umani almeno una volta a settimana per 365 giorni l'anno. Una serie di puntate tutte uguali che si ripetono di continuo ogni settimana, ogni mese, ogni anno. 

Starete pensando "che barba!" ma sappiate che negli stessi 365 giorni c'è chi invece deve fare i conti con una sfida che può sembrare piccola ma a volte è grande come una casa: come faccio a fare la spesa? Non tutte le persone con disabilità hanno la fortuna di riuscirci in autonomia, ma soprattutto per quelle che vivono da sole il problema, non si può negare, c'è eccome! Io stessa mi trovo di fronte a questo dilemma ogni volta che apro il mio frigorifero e mi accorgo della moria di pietanze. Fare la spesa non è una cosa che mi fa impazzire. Alle volte cerco le strategie più impossibili e preparo piatti improvvisati che nessuno, e ribadisco nessuno, vorrebbe mangiare! Tutto per cosa? accettare inevitabilmente l'idea che non c'è proprio nulla da fare: che lo voglia o meno, devo andare al supermercato. Tuttavia negli ultimi tempi ho trovato un modo per vivere al meglio questo momento. Lascio qui qualche suggerimento, chissà che magari potrà tornare utile a qualcuno di voi 😉

I quattro consigli per una spesa efficace:

  1. L'appuntamento con l'accompagnatore. Il primo passo per una spesa efficace è senza dubbio mettersi d'accordo con una persona: può essere un amico, un conoscente o un volontario che ci dia la sua disponibilità. Talvolta risulta difficile far coincidere i nostri impegni con quelli del nostro accompagnatore, per questo sarebbe bene organizzarsi preventivamente, preferibilmente 4-5 giorni prima. Se poi la persona che ci accompagna al supermercato è sempre la stessa, è consigliabile fissare un appuntamento di volta in volta, ogni settimana oppure ogni 15 giorni a seconda delle vostre esigenze personali.
  2. La Lista. Prima di andare al supermercato, è importante fare una lista di ciò che serve. Esaminare dispensa e frigorifero prestando attenzione a quello che manca e a quello che si sta esaurendo. Nel fare questo suggerisco di prendere appunti sul vostro telefono in modo da poter inviare, in un secondo momento, quanto scritto alla persona che vi accompagnerà a fare la spesa. Quando creerete la vostra lista, può essere una buona strategia suddividere i prodotti in categorie, ad esempio verdura fresca, formaggi, carne e surgelati; questa soluzione può essere di grande aiuto alla persona vedente per non sprecare tempo inutile facendo su e giù per le corsie.
  3. La gestione della spesa. E' il momento di recarvi al supermercato. Il vostro accompagnatore  prenderà un carrello e vi aiuterà a fare la spesa. In genere, la cosa migliore che possiate fare è chiedere di toccare di volta in volta il prodotto che vorremmo acquistare oppure chiedere di ripetere ad alta voce il nome dell'alimento, nel momento in cui viene inserito nel carrello. Questo è un passaggio da non sottovalutare, perché è importante sentire come risulta al tatto la confezione per poterla riconoscere una volta rimasti soli e verificare che gli articoli siano corretti.
  4. Il rientro a casa. Ora che la vostra spesa è dentro i sacchetti, prendetevi il giusto tempo nel sistemare tutto nel frigorifero e nella dispensa. Vi consiglio di non fare le cose di fretta,  altrimenti è molto probabile che vi dimenticherete dove sono e impazzirete a cercarle. Personalmente utilizzo sempre lo stesso metodo di organizzazione: suddivido il frigorifero in sezioni, per esempio nel primo ripiano metto le pietanze pronte, nel secondo le verdure, nello scompartimento laterale gli affettati e così via. Lo stesso vale per la dispensa. Non potete immaginare quanto questa strategia può rivelarsi una comodità, con un notevole risparmio di tempo e pazienza.

Allora, siete pronti per correre al supermercato a fare la spesa? Fatemi sapere se i miei suggerimenti vi sono stati utili. E voi? avete qualche consiglio da darmi? postatelo nei commenti qui sotto, sarà un piacere leggervi.

Buona spesa a tutti!

martedì 18 maggio 2021

La pigrizia del bastone


Giro la città a piedi, accompagnata dal mio bastone bianco e rosso. Non sempre, perché a volte mi viene un attacco di pigrizia come succede a chiunque e preferisco una compagnia in carne e ossa. Si dice che per farlo sia necessaria una buona dose di volontà, coraggio e tanta concentrazione; forse è la verità, ma, raccontando questa piccola e grande impresa quotidiana, voglio testimoniare che tutto è possibile, anche per una persona sordocieca. 

Sono io in prima persona a dirlo e lo faccio facendomi portavoce di tutti quelli che vivono la mia stessa esperienza. La prima volta che mi è stato mostrato il bastone per non vedenti ero rimasta un po' preoccupata all'idea di utilizzare uno strumento simile per muovermi in libertà; non sapevo come fare e nemmeno da dove cominciare. Era il 2011, circa sei anni dopo la diagnosi della malattia. Ora che ripenso a quel periodo ricordo con quanta timidezza mossi i primi passi alla scoperta del mondo. Il desiderio di libertà però ha prevalso sulle difficoltà e con la guida giusta sono riuscita ad imparare. 

Oggi scrivo per dare un incoraggiamento a tutti coloro che non hanno ancora trovato la forza per vivere questa esperienza così importante. Provare ne vale davvero la pena, perchè credere in se stessi e nelle proprie capacità è la strada che ci porta ad affrontare ogni situazione della vita con il sorriso. Il video che segue è la prova che con coraggio e un pizzico di ironia, si può superare ogni ostacolo ed essere una persona vincente.

lunedì 17 maggio 2021

Benvenuti!

27 anni, un sorriso stampato sulle labbra come un tatuaggio che non può cancellarsi mai. Tanti sogni, speranze, fratture, ferite, gioie e dolori. Se c'è una cosa che amo di me è proprio quel sorriso e quegli occhi che non posso vedere, ma che so essere la parte migliore di me, quella che mi permette di esprimere veramente chi sono. 

Ho una storia da raccontare e tante pagine ancora da scrivere, però parto col dire che nella mia vita ho capito che ci sono cose che scoprendole hanno davvero dell'incredibile: prima fra tutte il sapore della felicità, un sentimento che va oltre qualsiasi cosa e non conosce limiti. Penso che non sia un caso che "felicità" fa rima con "disabilità". Tutti la cerchiamo e tutti la meritiamo. Non c'è chi la merita più di altri e chi ne ha maggiormente bisogno. La felicità è un bene comune che non va precluso a nessuno. Perché prima di essere Francesca, prima di essere sordocieca, sono una persona come tante, con il mio modo di essere, il mio carattere, le mie passioni, i miei pensieri e il mio vissuto. Ormai da 15 anni ho maturato una ferma convinzione: non ci vedo, non ci sento bene, ma questo non mi impedisce di vivere come fanno tutti e di fare le mie esperienze.


Ciò che mi ha spinto a scrivere questo blog è semplicemente l'idea di restituire alle persone con disabilità il posto nel mondo che meritano. Prima di essere qualcuno, siamo persone e credo che sia giusto mettere da parte i pregiudizi, i pensieri sbagliati e talvolta anche opinioni espresse senza una piena conoscenza di ciò che siamo e attraversiamo. Non voglio assolutamente giudicare nessuno, ma soltanto dare, con forza e decisione, voce a tutte le persone che come me, nella propria vita, hanno una sfida grande da vincere.

Scrivendo questi articoli voglio in primis, fornire informazioni su certi aspetti poco conosciuti della disabilità visiva e uditiva, poi raccontare un po' di me, nei termini in cui le mie esperienze possano essere di insegnamento e incoraggiamento per altri. Tuttavia la mia scrittura non sarà incentrata esclusivamente su questo, dato che mi ritengo una ragazza molto curiosa, sempre alla ricerca di idee nuove da imparare e condividere con chi mi legge.

Sono disponibile a confrontarmi con chi avrà voglia di farlo. Mi auguro che ciò avvenga, perché questo è il mio desiderio più grande: poter trasmettere, attraverso "lascio la scia" un po' della mia positività e fiducia nella vita.